Cancelleria degli Ordini Dinastici della Real Casa di Epiro

La Cancelleria degli Ordini Dinastici della Real Casa d'Epiro, con il presente vuole rendere edotti tutti coloro che volessero presentare domanda di ammissione nell'Ordine Costantiniano di Epiro di contattare gentilmente il seguente indirizzo di posta elettronica : ordinessgeddiepiro@libero.it

Sperando di avere fatto opera gradita, la Cancelleria degli Ordini Dinastici della Real Casa d'Epiro, coglie l'occasione per porgere cavallereschi saluti.



mercoledì 14 luglio 2010

Mercoledì della XV settimana del Tempo Ordinario - Vangelo del Giorno

Vangelo
Mt 11,25-27

Hai nascosto queste cose ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».

Parola del Signore

venerdì 9 luglio 2010

Epiro del Nord 1914-1916


La storia balcanica è assai complicata e, spesso, ben poco conosciuta in Italia: è il caso dell'Epiro del Nord, indipendente dal 1914 al 1916 e, ancor oggi, con un proprio Pretendente al Trono che, tra l'altro, vive in Italia. Mentre in Italia alcuni, male informati, hanno messo in dubbio l' autenticità di tale Casa Sovrana, all' estero essa è stata fatta oggetto di alcune interessanti pubblicazioni che ne hanno dimostrato l' autenticità con riferimento a documenti storici e a trattati internazionali fra stati. Nel 2003 il prof. Claude Chaussier, docente presso l' Università di Lille, ha pubblicato il testo Le Royaume d'Epire, son histoire et sa Monarchie au XXIe siècle. Il testo, ora esaurito, può essere reperito in copia anastatica richiedendolo all' illustre cattedratico presso la sua Università. Di tale Casa Sovrana si è occupato nel 2003 anche il Dottor Celler Tibor, ungherese, membro dell' Almanach de Bruxelles, la cui autorevolezza è paragonabile al Gotha. Ebbene, nella Sua opera Uralkodò csalàdok tròn nélkul, ha censito le Case Sovrane mondiali la cui autenticità è fuori discussione, fra di esse la Real Casa d'Epiro. Il testo, ahimè, è in lingua ungherese, comunque lo si può acquistare su INTERNET: digitando il titolo si viene infatti rimandati alla casa editrice. Chi volesse constatare i fatti può benissimo acquistare il volume e farsi tradurre le pagine relative alla Casa d'Epiro. O si può contattare il professore e richiedergli direttamente una traduzione in francese... Ma per andare meno lontano si può consultare presso l' Università degli studi di Messina, facoltà di Scienze politiche, la tesi di laurea L'Epiro diviso e la minoranza greca d' Albania, a.a.2002-2003. L'autrice, la dottoressa Olga Nassis, italiana, ma di padre epirota, si è laureata in Scienze politiche proprio con questa tesi in cui si dimostra in modo inequivocabile la serietà e l' autenticità della Casa d' Epiro. Chi potrebbe dubitare della serietà di documenti raccolti da una Università italiana sotto la supervisione del chiarissimo professor Saja, ordinario presso tale Ateneo? Meno recente, ma molto interessante da consultare, è poi il testo Southern Albania or Northern Epirus in European International affairs, 1912-1923, by Edith Pierpont Stickney, publicato negli USA nel dicembre 1926. Copia fotostatica può essere richiesta alla Stanford University, California. Le malelingue, poche comunque, che hanno messo in dubbio la serietà dello stato epirota e di una sua dinastia o addirittura ne hanno negato l'esistenza storica, sono state mosse dal fatto che la storia balcanica è poco conosciuta, alzi la mano chi sa che è esistito un Epiro indipendente nel XX secolo? Costoro, i maleinformati, hanno confuso l'Epiro indipendente del 1914-1916 con il despotato d' Epiro medievale, ossia hanno preso fischi per fiaschi, per usare una espressione colorita. Altre Case hanno avanzato in passato, talora riconosciute con sentenze della patria Magistratura, la Pretensione al despotato d'Epiro, ma si tratta di una realtà storico ed araldica medioevale che nulla ha a che fare con l' Epiro moderno che fu riconosciuto a livello internazionale col protocollo di Corfù che si può consultare nel volume 23° di Trattati e Convenzioni fra il Regno d' Italia e gli altri stati, edizioni Ministero Affari Esteri...e c'è qualcuno che pensa che il Ministero degli Affari Esteri non sia attendibile?


Autore:Geom.A.Sciortino

giovedì 24 giugno 2010

110° Anniversario del Regicidio di S.M. il Re Umberto II


Sabato 24 Luglio p.v. a Monza si terrà la tradizionale cerimonia per commemorare il Regicidio del Re buono. L'Istituto nazionale per la Guardia d'Onore alle Reali Tombe del Pantheon in collaborazione con la Delegazione per la Lombardia degli Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia ricorderà la figura del Re con una cerimonia che culminerà nella S. Messa celebrata alle ore 11.30 presso la Cappella della Villa Reale. Celebrerà il Sacro Rito Don Simone Rolandi, cappellano della Delegazione INGORTP e Vicepriore della Delegazione lombarda degli Ordini Dinastici. Alla manifestazione, fra gli altri, sono stati invitati il Principe Davide Pozzi Sacchi di Santa Sofia e la Principessa Madre Donna Giuseppina che sono entrambi Guardie d'Onore.

COMUNICATO STAMPA

COMITATO PER LA COMMEMORAZIONE DI PIPINO I RE D’ITALIA NEL 1200° ANNIVERSARIO DELLA MORTE

Milano, 23/06/2010

Oggetto: 1200° anniversario della morte di Pipino I

Si comunica che in data 24/06/2010, per celebrare il 1200° anniversario della morte di Pipino I, Re d’Italia e Re di Lombardia, sepolto nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano, dopo la S. Messa delle 18.30, verrà celebrata una cerimonia in cui i presenti depositeranno dei piccoli ceri nei pressi della lapide sepolcrale.

La cerimonia è un’iniziativa del “Comitato per la commemorazione di Pipino I Re d’Italia nel 1200° anniversario della morte”.

Carlomanno Von Aachen, nato nel 777 e poi battezzato nel 781 col nome di Pipino, era figlio di Carlo Magno e regnò sull’Italia, parte dell’Augusto Impero Carolingio, dal giorno di Pasqua del 781 alla sua morte, avvenuta il 24/06/810; Egli fu poi sepolto il giorno 08/07/810 nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano.

Matteo Cornelius Sullivan

lunedì 21 giugno 2010

Onori al Barone Amedeo Guillet

Mercoledì scorso è asceso al Cielo degli Eroi il Barone Amedeo Guillet, nato a Piacenza nel 1909. Per le sue innate capacità equestri era stato scelto per rappresentare la squadra italiana di equitazione alle Olimpiadi di Berlino del 1936, ma il 3 Ottobre del '35 cominciò la guerra per la Conquista dell' Impero e le truppe italiane varcarono il confine tra Eritrea e Etiopia cogliendo di sorpresa le truppe del negus Haile Selassie. Guillet era a capo di un contingente di 200 libici, in maggioranza beduini chiamati Spahis.

Guillet capì che per conquistare la fiducia degli Spahis doveva imparare la loro lingua: «Mi sembrava strano che un comandante non potesse parlare con i propri soldati» dirà, e per imparare l'arabo si unì ai bambini della scuola coranica: «Ho imparato piano piano, dopo ho studiato per dieci anni l'arabo perché è una lingua meravigliosa, ricchissima di ogni passato anche letterario e filosofico. Oggi lo parlo quasi come l'italiano».

Tra Guillet e i suoi soldati si istaurò un rapporto di correttezza reciproca e quando fu costretto ad affrontare il suo primo combattimento nonostante la febbre malarica, ad aiutarlo e a salvargli la vita fu proprio uno dei suoi Spahis «Pur essendo io il comandante a un certo momento mi urla: "Spara a terra, spara a terra comandante!" C'era un Etiope che mi stava sparando col fucile e io per fortuna mia, poveretto, l'ho fatto fuori. E da lì ho imparato».

In seguito salvatosi miracolosamente da un proiettile rimbalzato sulla sua sella, rimase ferito alla mano, ma tornò vincitore e guadagnò la sua prima medaglia. L'avanzata dell'esercito italiano fu inesorabile e il 5 Maggio del '36 le truppe di Badoglio entrarono trionfalmente ad Addis Abeba, quattro giorni dopo venne proclamato l'Impero.

Non molti anni dopo egli combatterà nel Secondo Conflitto Mondiale in A.O.I. e quando le truppe inglesi costrinsero alla resa le forze italiane in Africa Orientale, nel 1941, l' allora giovane Tenente Guillet, alla testa di un drappello di cavalleria indigena di circa cento uomini continuò a combattere strenuamente il nemico meritandosi dagli indigeni il sopranome di comandate diavolo. Secondo il diritto internazionale di guerra non si può continuare a combattere dopo la firma della resa, eppure Guillet non volle sprecare un'occasione così importante, egli aveva in mente una stragia precisa: sfiancare il nemico. Iniziò quindi la sua guerra privata.

Amedeo Guillet fu costretto a nascondersi, a camuffare la sua identità: smessa l'uniforme militare indossò il turbante e il tipico abbigliamento indigeno e grazie alla conoscenza perfetta della lingua araba divenne per tutti è Ahmed Abdallah al Redai. Ricercato dagli inglesi si dimise dal esercito dopo il referendum monarchia -repubblica per non tradire il giuramento di fedeltà reso al Re e si dedicò alla carriera diplomatica. Con lui si spegne un Eroe di un Italia che non esiste più .

sabato 19 giugno 2010

Sabato della XI settimana del Tempo Ordinario (Anno pari) Vangelo del giorno

Vangelo

Mt 6,24-34
Non preoccupatevi del domani.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza.
Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?
Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?
E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede?
Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno.
Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.
Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».

Parola del Signore



Patrioti, chiniamo i labari e le bandiere per un Nobile Guerriero:

a Milano è morto il Barone Camillo Novellis di Coarazze

Ufficiale del Savoia Cavalleria, Capitano dei Lancieri di Novara (insieme a mio nonno paterno)

Combattente in Africa Settentrionale, Ferito ad El Alamein

Soldato prluridecorato, Medaglia di Bronzo e Medaglia d'Argento al Valor Militare

Militare vecchio stampo, vero Signore, rimasto sempre Fedele alla Patria ed alla Corona.

Autore: Roberto Jonghi Lavarini e Famiglia