Cancelleria degli Ordini Dinastici della Real Casa di Epiro

La Cancelleria degli Ordini Dinastici della Real Casa d'Epiro, con il presente vuole rendere edotti tutti coloro che volessero presentare domanda di ammissione nell'Ordine Costantiniano di Epiro di contattare gentilmente il seguente indirizzo di posta elettronica : ordinessgeddiepiro@libero.it

Sperando di avere fatto opera gradita, la Cancelleria degli Ordini Dinastici della Real Casa d'Epiro, coglie l'occasione per porgere cavallereschi saluti.



venerdì 30 ottobre 2009

Domenica 1 Novembre TUTTI I SANTI

Festeggiare tutti i santi è guardare coloro che già posseggono l’eredità della gloria eterna. Quelli che hanno voluto vivere della loro grazia di figli adottivi, che hanno lasciato che la misericordia del Padre vivificasse ogni istante della loro vita, ogni fibra del loro cuore. I santi contemplano il volto di Dio e gioiscono appieno di questa visione. Sono i fratelli maggiori che la Chiesa ci propone come modelli perché, peccatori come ognuno di noi, tutti hanno accettato di lasciarsi incontrare da Gesù, attraverso i loro desideri, le loro debolezze, le loro sofferenze, e anche le loro tristezze. Questa beatitudine che dà loro il condividere in questo momento la vita stessa della Santa Trinità è un frutto di sovrabbondanza che il sangue di Cristo ha loro acquistato. Nonostante le notti, attraverso le purificazioni costanti che l’amore esige per essere vero amore, e a volte al di là di ogni speranza umana, tutti hanno voluto lasciarsi bruciare dall’amore e scomparire affinché Gesù fosse progressivamente tutto in loro. È Maria, la Regina di tutti i Santi, che li ha instancabilmente riportati a questa via di povertà, è al suo seguito che essi hanno imparato a ricevere tutto come un dono gratuito del Figlio; è con lei che essi vivono attualmente, nascosti nel segreto del Padre.

Prima lettura
Ap 7,2-4.9-14
Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua.

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo
Io, Giovanni, vidi salire dall’oriente un altro angelo, con il sigillo del Dio vivente. E gridò a gran voce ai quattro angeli, ai quali era stato concesso di devastare la terra e il mare: «Non devastate la terra né il mare né le piante, finché non avremo impresso il sigillo sulla fronte dei servi del nostro Dio».E udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila segnati, provenienti da ogni tribù dei figli d’Israele.Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani. E gridavano a gran voce: «La salvezza appartiene al nostro Dio, seduto sul trono, e all’Agnello».E tutti gli angeli stavano attorno al trono e agli anziani e ai quattro esseri viventi, e si inchinarono con la faccia a terra davanti al trono e adorarono Dio dicendo: «Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen».Uno degli anziani allora si rivolse a me e disse: «Questi, che sono vestiti di bianco, chi sono e da dove vengono?». Gli risposi: «Signore mio, tu lo sai». E lui: «Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello».
Parola di Dio

Salmo responsoriale
Sal 23

Ecco la generazione che cerca il tuo volto, Signore.
Del Signore è la terra e quanto contiene:il mondo, con i suoi abitanti.È lui che l’ha fondato sui marie sui fiumi l’ha stabilito.
Chi potrà salire il monte del Signore?
Chi potrà stare nel suo luogo santo?Chi ha mani innocenti e cuore puro,chi non si rivolge agli idoli.
Egli otterrà benedizione dal Signore,giustizia da Dio sua salvezza.Ecco la generazione che lo cerca,che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.

Seconda lettura
1Gv 3,1-3
Vedremo Dio così come egli è.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui. Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.Chiunque ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come egli è puro.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Mt 11,28)
Alleluia, alleluia.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.
Alleluia.

Vangelo
Mt 5,1-12a
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.

+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,perché saranno consolati.
Beati i miti,perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
Parola del Signore
Fonte: www.lachiesa.it

Sabato della XXX settimana del Tempo Ordinario - Vangelo del Giorno

Vangelo
Lc 14,1.7-11
Chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato.

+ Dal Vangelo secondo Luca
Un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo.Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cédigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».

Parola del Signore

Venerdì della XXX settimana del Tempo Ordinario - Vangelo del Giorno

Vangelo
Lc 14,1-6
Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?

+ Dal Vangelo secondo Luca
Un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Ed ecco, davanti a lui vi era un uomo malato di idropisìa. Rivolgendosi ai dottori della Legge e ai farisei, Gesù disse: «È lecito o no guarire di sabato?». Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò. Poi disse loro: «Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?». E non potevano rispondere nulla a queste parole.
Parola del Signore

giovedì 29 ottobre 2009

Giovedì della XXX settimana del Tempo Ordinario - Vangelo del Giorno

Vangelo
Lc 13,31-35
Non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme.

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel momento si avvicinarono a Gesù alcuni farisei a dirgli: «Parti e vattene via di qui, perché Erode ti vuole uccidere». Egli rispose loro: «Andate a dire a quella volpe: “Ecco, io scaccio demòni e compio guarigioni oggi e domani; e il terzo giorno la mia opera è compiuta. Però è necessario che oggi, domani e il giorno seguente io prosegua nel cammino, perché non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme”.Gerusalemme, Gerusalemme, tu che uccidi i profeti e lapidi quelli che sono stati mandati a te: quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una chioccia i suoi pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto! Ecco, la vostra casa è abbandonata a voi! Vi dico infatti che non mi vedrete, finché verrà il tempo in cui direte: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore!”».

Parola del Signore

mercoledì 28 ottobre 2009

Cavaliere - uomo nuovo

Nel corso del Medioevo si sviluppò un complesso rituale che variava per magnificenza a seconda del grado del cavaliere. I cavalieri , che diventarono una realtà importante e distinta dai semplici soldati a partire dal sec.X , entravano a far parte di una casta di guerrieri a cui toccava rispettare un rigido codice d'onore. La cerimonia d'investitura di un cavaliere, , molto semplice all'inizio ( i cavalieri venivano toccati sul capo con il piatto della spada) divenne nel corso dei secoli sempre più articolata e ricca di atti simbolici. In una della forme più complesse, al termine di una notte di veglia in solitudine - lo spazio della notte, del silenzio ha di per sè un valore sacro- il cavaliere veniva ammesso all'atto di investitura in cui gli era consegnata l'armatura e riceveva uno schiaffo da parte di chi compiva la cerimonia: l'unico schiaffo a cui egli, non avrebbe dovuto ricambiare con la vendetta. Trattavasi di un atto di sottomissione , di disciplina davanti all'ordine costituito , di riconoscimento di una gerarchia di cui il nuovo cavaliere diventava difensore , seguendo un codice di regole molto precise a cui era stato educato . il motto tipico del cavaliere era : " La mia anima a Dio, la mia vita al re , il mio cuore alla mia dama , l'onore a me". A differenza del vassallo ( feudatario)che è tenuto alla fedeltà verso il suo signore , il cavaliere deve essere fedele a questi ideali : l'onore,la fede, la difesa dei deboli e degli oppressi, delle donne,della chiesa. Nel corso del sec. XII la cavalleria diventò l'espressione di un modo di comportarsi e dell'adesione ad una serie di valori. Non di rado i cavalieri provenivano da svariate classi sociali , sebbene la grande maggioranza era costituita da nobili. Se proveniva dai ceti umili, il cavaliere arrivava all'investitura dopo un lungo percorso iniziatico : da bambino veniva inviato a servire presso i nobili perchè ne assimilasse i modi e veniva detto "paggio"; dopo i 14 anni diventava scudiero e serviva il suo signore prenendosi cura di armi e cavalli , sinchè arrivava il momento in cui era ritenuto degno dell'investitura.In questo caso , non era necessario scomodare un grande signore : a nominare cavaliere bastava un altro semplice cavaliere , che ne aveva diritto in quanto depositario di quel codice d'onore in cui consisteva l'essenza della cavalleria ( tout chevalier a le droit de faire des chevaliers) ogni cavaliere ha il dirito di nominare altri cavalieri. L'atto dell'investitura era ed è ancora come un grande spettacolo che deve ben imprimersi nella mente di tutti ed essere conservato nella memoria collettiva e ancor di più agli ideali a cui si è trasportati.
Fonte: Cav. Rosario La Rosa

La Cavalleria Cristiana nei tempi odierni

La parola Cavalleria, e l'aggettivo Cristiano in modo particolare, nei tempi odierni sono divenuti termini desueti.Voci contrastanti si alzano in discussioni infinite per il pro ed il contro, la libertà dell’individuo cozza contro la morale dello stesso, una autarchia imperante ha buttato alle ortiche tutte le nostre tradizioni e i nostri costumi. Oggi la morale si basa sulla lunghezza delle gonne, sul conto in banca e sulla matrice della sessualità. La cavalleria era nata per la difesa dei più deboli, con uno stile di vita austero e parco nei costumi. La cristianità ha aggiunto una missione nella missione: la carità! Ma ciò non significa la sottomissione ad altre culture o costumi. “Sono Cavaliere per lo stile di vita e sono Cristiano per la fede in Dio”. Il cavaliere cristiano una sola volta s’inginocchia e pronuncia due giuramenti: uno di fedeltà a quello stile di vita e l’altro di credere in quel Dio che per la suprema carità, salì sul calvario per noi tutti.

Mercoledì della XXX settimana del Tempo Ordinario - Vangelo del giorno

Vangelo
Lc 6,12-19
Ne scelse dodici ai quali diede anche il nome di apostoli.

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore.Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne, che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti.
Parola del Signore